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Botto Giuseppe spinge sul green

L’azienda, che mira entro il 2025 alla maglieria 100% eco, pubblica il primo bilancio di sostenibilità.

Lanificio Botto Giuseppe e Figli aggiunge un importante tassello al suo percorso di crescita verde. La storica azienda biellese che produce filati, tessuti e jersey e giunta alla quarta generazione vanta oggi una circolarità e tracciabilità del processo produttivo certificate da Cradle to cradle. In primavera sarà quindi pronta per pubblicare il suo primo bilancio di sostenibilità, frutto di anni di impegno in questo campo. I dettagli sono stati spiegati a MFF da Silvio Botto Poala, ceo dell’azienda.

Come producete?
Lo facciamo attraverso due stabilimenti, uno si trova a Biella nella Val di lana ed è dedicato a tessitura e tintoria. L’energia termica della tintoria viene recuperata grazie alla cogenerazione di vapore che riduce l’utilizzo del riscaldamento e quindi la Co2. L’altro è a Tarcento in provincia di Udine dove c’è la filatura: la struttura utilizza l’energia idroelettrica prodotta dalla diga di Crosis.

State operando nuovi investimenti?
Ogni anno facciamo degli investimenti sia per la tessitura sia per la filatura per migliorare i processi e ridurre impatto. Ad esempio acquistiamo macchinari di ultima generazione ad alta efficienza energetica. Siamo riusciti a passare dal 20 al 30% di riduzione di Co2 negli ultimi 2-3 anni.

Quale sarà il focus strategico per il 2021?
A maggio o giugno pubblicheremo il nostro primo bilancio della sostenibilità, che è un valore aggiunto molto importante per i clienti. Vogliamo descrivere e comunicare ciò che facciamo ogni giorno e i nostri risultati.

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